Bugatti, Christophe Piochon lascerà il marchio il 31 ottobre 2026

Christophe Piochon, presidente uscente di Bugatti Automobiles

Christophe Piochon concluderà il 31 ottobre 2026 una carriera di 24 anni in Bugatti, segnata da Veyron, Chiron e Tourbillon.

Christophe Piochon concluderà il 31 ottobre 2026 una carriera di 24 anni in Bugatti, iniziata durante lo sviluppo della Veyron e arrivata fino alla nuova Tourbillon. L’uscita del presidente di Bugatti Automobiles coincide con una fase di passaggio cruciale per la casa di Molsheim, che ha chiuso l’era del motore W16 e prepara la produzione della sua nuova hypercar ibrida.

Christophe Piochon e la Bugatti moderna

Entrato nel 2001 nel centro prototipi Volkswagen, Piochon partecipò all’assemblaggio dei primi esemplari sperimentali della Veyron come responsabile della qualità del progetto Bugatti. Il suo incarico era definire gli standard richiesti per un modello che, per prestazioni, complessità e ambizione, non aveva reali riferimenti diretti nel mercato delle hypercar moderne.

La qualità Bugatti è stata quindi uno dei fili conduttori della sua attività. Piochon ha percorso circa 100.000 chilometri al volante di vetture del marchio, 60.000 dei quali in veste di collaudatore. Nel corso degli anni ha seguito il lancio della Veyron, il debutto della Chiron e la realizzazione delle numerose varianti e one-off prodotte a Molsheim. Secondo quanto riportato dall’azienda, su quasi 1.200 vetture costruite, soltanto una quarantina hanno lasciato l’Atelier senza essere state personalmente visionate, approvate o guidate da lui.

Il manager francese ha inoltre assistito all’assemblaggio dell’ultimo W16 nello stabilimento di Salzgitter, un momento simbolico per la fine della generazione tecnica che ha segnato le Veyron e Chiron. Tra i passaggi principali della sua esperienza figurano l’apertura dell’Atelier nel 2005, la presentazione della Chiron a Ginevra nel 2016 e il debutto mondiale della Tourbillon a Molsheim nel 2024.

La Tourbillon apre la nuova fase Bugatti

La Tourbillon rappresenta il punto di arrivo del percorso svolto da Piochon e, insieme, l’inizio della nuova fase Bugatti. Presentata nel giugno 2024, la hypercar adotta una motorizzazione ibrida e raccoglie il testimone dei modelli con propulsore W16. Il progetto è nato dopo la costituzione di Bugatti Rimac, avvenuta nel 2021, quando Piochon fu nominato presidente di Bugatti Automobiles e Chief Operating Officer di Bugatti Rimac.

Nel nuovo assetto societario, Mate Rimac guida Bugatti Rimac e assumerà il ruolo di futuro presidente di Bugatti. Il passaggio di consegne avviene mentre il marchio dichiara di avere il piano di produzione già pieno fino al 2030, un dato che evidenzia la continuità commerciale del costruttore nonostante il cambio al vertice.

La Tourbillon è anche la prima vettura della nuova organizzazione industriale di Molsheim. Nel 2024 Bugatti ha inaugurato nuovi uffici per sostenere la crescita delle attività, mentre nel giugno 2026 è stata aperta La Manufacture, struttura destinata ad accogliere la produzione del nuovo modello. L’investimento conferma il ruolo centrale della sede alsaziana nella strategia del marchio.

Molsheim e il team al centro dell’eredità di Piochon

Il legame di Piochon con Molsheim non si è limitato alla gestione della produzione. Dopo gli incarichi di direttore della qualità Bugatti e un periodo di lavoro a Dresda, nel 2013 è tornato in Alsazia come amministratore delegato per produzione e logistica e direttore del sito. In quel momento il personale locale contava circa 70 persone; oggi l’organico si avvicina alle 200 unità.

Nel corso degli anni il presidente uscente ha lavorato anche per rafforzare il rapporto tra Bugatti, le istituzioni locali e la comunità degli appassionati, inclusa l’associazione Enthousiastes Bugatti Alsace, della quale è membro onorario. Il suo percorso ha attraversato tutti i presidenti dell’era moderna del costruttore e ha accompagnato la trasformazione dell’azienda da progetto di rilancio Volkswagen a realtà inserita nel gruppo Bugatti Rimac.

La continuità del personale e della cultura industriale di Molsheim resta uno degli aspetti più rilevanti del passaggio. Piochon lascia infatti un’organizzazione ampliata, nuovi spazi produttivi e un modello già pronto a inaugurare il capitolo successivo. Per Bugatti, la Tourbillon non è soltanto una nuova hypercar: è il veicolo con cui il marchio dovrà conservare la propria identità nella transizione verso una tecnologia profondamente diversa da quella del W16.