USA, 1,7 milioni di posti l’anno nelle professioni tecniche fino al 2035

L’Alliance for America’s Skilled Trades stima 1,7 milioni di posizioni annue nelle professioni tecniche statunitensi fino al 2035.
La carenza di manodopera qualificata negli Stati Uniti rischia di diventare un fattore sempre più rilevante anche per l’industria automobilistica, la mobilità e le infrastrutture. Secondo il nuovo rapporto State of America’s Skilled Trades, il Paese dovrà coprire circa 1,7 milioni di posizioni annue nelle professioni tecniche fino al 2035, ma i percorsi formativi producono appena 55 lavoratori ogni 100 necessari.
Il tema riguarda elettricisti, tecnici HVAC, meccanici di macchinari industriali, carpentieri e meccanici d’auto, figure indispensabili per sostenere produzione, manutenzione, reti energetiche e sviluppo delle nuove tecnologie. Il rapporto è stato promosso dall’Alliance for America’s Skilled Trades, coalizione nata nel luglio 2026 da un’iniziativa di BlackRock, Carhartt, Ford Motor Company e Google.
Carenza di manodopera qualificata, un nodo per auto e mobilità
L’analisi prende in esame 124 professioni tecniche nei 50 Stati americani, con l’obiettivo di misurare il divario tra domanda di lavoro e capacità del sistema formativo. Entro il 2035, 86 delle 124 occupazioni considerate dovrebbero aumentare gli addetti oppure mantenere livelli occupazionali stabili.
Alcuni ruoli mostrano prospettive di crescita particolarmente elevate: l’occupazione degli elettricisti è attesa a un ritmo doppio rispetto alla media di tutte le professioni, quella dei tecnici HVAC a un ritmo triplo e quella dei meccanici di macchinari industriali a un ritmo cinque volte superiore. Si tratta di competenze centrali non soltanto per l’edilizia e la manifattura, ma anche per la realizzazione delle infrastrutture necessarie a data center, produzione avanzata, energia e mobilità.
Per il settore automotive, il dato più immediato arriva dal Texas, dove entro il 2034 saranno necessari 86.000 meccanici d’auto. Il fabbisogno è significativo anche in altri comparti: l’Arizona avrà bisogno di 29.000 elettricisti e la Carolina del Nord di 19.000 carpentieri. Nove Stati presentano già una domanda superiore all’offerta formativa: Arizona, Colorado, Delaware, Florida, Georgia, New Jersey, Carolina del Nord, Carolina del Sud e Texas.
Ford sottolinea che la difficoltà di reperimento di queste figure non può essere affrontata da una sola impresa. La casa americana, tra i fondatori dell’Alleanza, indica la collaborazione fra aziende, istituti di formazione e decisori pubblici come condizione necessaria per offrire accesso a competenze, sostegno e opportunità di lavoro. Un passaggio che interessa anche la trasformazione dell’automobile, sempre più dipendente da capacità tecniche legate a elettronica, software, assistenza e impianti.
Formazione e apprendistato per ridurre il divario
Il rapporto evidenzia un problema che non riguarda esclusivamente le iscrizioni ai corsi. Le persone si avvicinano ai programmi dedicati ai mestieri tecnici, ma soltanto una su due completa il percorso. Le principali barriere individuate sono concrete: trasporti, necessità di assistenza per i figli e bisogno di un reddito durante la formazione.
Gli apprendistati di qualità sembrano offrire un’indicazione chiara: superano il 90% di completamento. Per l’Alleanza, la priorità è quindi costruire percorsi più accessibili e capaci di accompagnare gli studenti dall’orientamento fino all’ingresso nel mondo del lavoro. Anche il sistema scolastico ha margini di miglioramento: solo un orientatore su quattro raccomanda spesso l’apprendistato, mentre poco più della metà indica con frequenza le scuole professionali. Al contrario, quasi nove su dieci suggeriscono spesso un percorso universitario di quattro anni.
La carenza di manodopera qualificata viene dunque letta anche come un problema di informazione sui possibili sbocchi professionali. I primi passi per diventare elettricista, idraulico o meccanico d’auto sono differenti, e la mancanza di indicazioni chiare può rendere più difficile per gli studenti scegliere una strada alternativa all’università tradizionale.
Ford e Waymo tra le aziende della nuova alleanza
L’Alliance for America’s Skilled Trades ha ampliato la propria base con l’ingresso di 14 aziende: AT&T, Barton Malow, Blackstone, Cintas Corporation, DEWALT, Dycom, The Hershey Company, ManpowerGroup, Meta, Microsoft, Milwaukee Tool, NVIDIA, Verizon e Waymo. La coalizione riunisce quindi imprese dei comparti tecnologico, delle telecomunicazioni, delle costruzioni, degli utensili, della formazione e della mobilità.
Waymo collega direttamente il tema alla propria espansione: la flotta di veicoli a guida autonoma dipende dalle persone impegnate nella costruzione delle infrastrutture, nella manutenzione dei veicoli e nell’assemblaggio del Waymo Driver negli Stati Uniti. L’azienda dichiara di investire nella formazione tecnica e nelle professioni specializzate mentre estende il servizio, con l’obiettivo di rafforzare la disponibilità di competenze necessarie a operare in sicurezza.
Per supportare interventi mirati, l’Alleanza ha inoltre lanciato America’s Skilled Trades Dashboard, piattaforma interattiva che raccoglie oltre 5.000 profili specifici per professione e per Stato. Lo strumento punta a offrire a istituzioni, college, enti locali e imprese dati più dettagliati rispetto a una sola stima nazionale, così da indirizzare investimenti e programmi formativi nelle aree dove il divario è maggiore.
- 1,7 milioni di aperture lavorative annue stimate fino al 2035
- 55 lavoratori formati ogni 100 richiesti dal mercato
- 124 professioni tecniche analizzate nei 50 Stati USA
- 86 professioni attese in crescita o stabilità occupazionale
- Oltre il 90% di completamento per gli apprendistati di qualità
Il quadro descritto dal rapporto mostra come la disponibilità di tecnici specializzati possa incidere direttamente sulla capacità degli Stati Uniti di sviluppare industria, reti e mobilità del prossimo decennio. Per automotive e trasporto autonomo, formare meccanici, elettricisti e addetti alla manutenzione non è soltanto una risposta al mercato del lavoro, ma una condizione operativa per sostenere l’evoluzione dei servizi e delle tecnologie.